|
Se
non è normale avere tempi di eiaculazione
troppo brevi, è altrettanto problematico
e spiacevole averli troppo lunghi. La condizione
nella quale l'uomo non riesce a ottenere l'orgasmo,
nonostante desideri abbandonarvisi, viene definita
eiaculazione ritardata.
LE CAUSE
Generalmente il disturbo ha un'origine puramente
psicologica. Si riscontra spesso, infatti:
• negli uomini molto stressati dal lavoro,
che non hanno mai tempo da dedicare a se stessi
e alla vita di relazione;
• negli uomini che non riescono più
a trovare attraente la propria partner o che, comunque,
non desiderano più fare l'amore con lei.
Attenzione anche ai farmaci
L'eiaculazione ritardata può, però,
manifestarsi anche come conseguenza dell'assunzione
di particolari farmaci o sostanze tra cui:
• gli antipertensivi;
• gli ansiolitici;
• i sonniferi;
• gli alcolici e i superalcolici.
Ne esistono tre forme
In ambito medico, l'eiaculazione ritardata viene
catalogata a seconda della sua severità e
persistenza in:
• forma grave: è la forma più
rara, in presenza della quale l'uomo non riesce
mai a raggiungere l'orgasmo;
• forma intermedia: l'eiaculazione può
essere ottenuta solo attraverso la masturbazione
solitaria (non cioè effettuata dalla partner);
• forma lieve: è la forma più
frequente, in presenza della quale l'orgasmo può
essere raggiunto in tempi ragionevoli grazie alla
stimolazione manuale da parte della partner. In
questa eventualità, l'uomo a volte riesce
anche ad avere l'orgasmo durante il coito, però
a condizione di sostenere un amplesso molto prolungato
e particolarmente vigoroso.
L'ipotesi americana
E' ancora Helen Kaplan ad aver studiato una tecnica
in grado di risolvere efficacemente il problema,
partendo da un'idea di base condivisa dai più.
La studiosa ipotizza che il ritardo dell'eiaculazione
si verifichi secondo lo stesso meccanismo psicologico
che, in particolari situazioni (per esempio, di
fronte a qualcuno che guarda), rende difficile dare
inizio alla minzione (fare pipì). Per poter
avere l'eiaculazione, così come per poter
dare il via al flusso urinario, è necessario
compiere un atto di volontà al quale il cervello
risponde assecondando l'impulso. Per curare l'eiaculazione
ritardata si deve fare quindi in modo che l'uomo
impari a compiere spontaneamente quest'atto di volontà,
senza che un'altra volontà, inconscia ma
più forte, ostacoli il suo intento. In altre
parole, il problema del ritardo di eiaculazione
compare quando l'uomo, a causa di situazioni esterne
sfavorevoli (stress, assenza di attrazione fisica
nei confronti della partner e così via) non
riesce a sbloccare i freni psicologici inconsci
che gli impediscono di abbandonarsi. Si verifica,
cioè, quando l'uomo non è in grado
di superare quello che i medici definiscono "il
supercontrollo involontario" (lo stesso che
può causare, nelle donne, l'anorgasmia).
Le soluzioni
Il disturbo viene curato dai sessuologi, attraverso
la terapia psicosessuale ideata dalla Kaplan. La
metodica agisce sul supercontrollo involontario,
per inibirlo. Insegna cioè ad assecondare
e assaporare le sensazioni ricevute durante l'amplesso.
Consiste nel concentrarsi sul piacere che si prova
nella zona genitale e nel potenziarlo attraverso
l'utilizzo di fantasie sensuali e stuzzicanti. L'uomo
deve cioè permettere alla sua fantasia di
vagare liberamente in situazioni trasgressive ad
alta valenza erotica. Per esempio, mentre fa l'amore
può immaginare di avere un rapporto sessuale
con due donne. Deve cioè esagerare, spingersi
oltre i limiti di ciò che considera lecito,
rassicurandosi al pensiero che quanto si compie
nella fantasia non è un reato.
|